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POWER & PRESTIGE

words GIUSEPPE FANTASIA

Che cos’è il potere? – si è chiesto Byung-Chul Han, uno dei filosofi contemporanei più interessanti e seguiti a livello internazionale.

Difficile rispondere, o forse no, spiega nel suo omonimo saggio, perché in realtà basta partire dal fatto che esso è stato quasi sempre ridotto a quella che lui definisce “una relazione causale diretta”.

Chi lo detiene, infatti, si impone su chi lo subisce determinandone il comportamento a prescindere dalla sua volontà.

Il rischio, però, è che se si sottolinea esclusivamente questa logica, si riesce a percepirne il lato violento e costrittivo, senza coglierne le dinamiche più nascoste e complesse mediante cui il potere stesso agisce. Bisogna, quindi, ampliarne l’analisi, individuando proprio nella libertà il suo presupposto e comprendendo che esso può essere esercitato non solo contro l’altro, ma anche condizionandolo dall’interno, fino ad arrivare ad una (nuova) chiave di volta della vita sociale e politica. Il desiderio di potere è davvero “il demone degli uomini”, come disse Nietzsche e il suo concetto corre lungo la riflessione politica della modernità segnandone la storia e il tratto caratteristico di un gioco ricco di continuità e problemi. Il potere c’è, questo è innegabile, è ambito da tutti – anche da chi non lo ammeterà mai – e tutti possono averlo.

“The people have the power”, canta nel suo ritornello più famoso Patty Smith. Esso rappresenta una fitta rete di concetti che ancora oggi definisce l’orizzonte del nostro pensare ed è tutto ciò che ci circonda, dalla società alla politica, dall’arte alla moda. Chi lo esercita – questo non bisogna dimenticarlo mai – è una persona con tutto il suo carico fisico, intellettuale ed emotivo.

È uno spazio inquieto in cui non è sempre facile trovare un equilibrio, un qualcosa che ama “impastarsi” di umano, imponendoci scelte etiche su una scena in cui – volenti o no – ci siamo tutti. La cosa più complicata, questo è sicuro, è capire con quale parte, come adoperarlo e con quali motivazioni. La moda in sé esercita per stagioni senza stagioni il proprio potere come vuole: cambiando, rivoluzionando e influenzando il già visto e ciò che c’è ancora da vedere, insegnandoci comunque a riscoprire la nostra eccellenza personale attraverso quello più vero: il potere del carisma.

Tutti possiamo coltivarlo partendo da dentro di noi e da noi stessi. Può essere legato all’estroversione, al successo, alla prima impressione o a tutte queste cose insieme.

Il bling ring, quell’anello “sbrilluccicoso” o luccicante che dir si voglia che ha ispirato l’omonimo film di Sofia Coppola (ma prima ancora il libro di Nancy Jo Sales da cui è tratto), attrae tutti, perché siamo delle “Povere Creature” – per dirla alla Yorgos Lanthimos, citando il suo magnifico film in odore di Oscar – o di sicuro delle figure dall’incedere traballante su quel palcoscenico che è la vita, come ricorda l’incedere privo di coordinamento delle modelle in passerella di Margiela Haute Couture disegnata da quel genio di John Galliano per la sua Artisanal. Un monito, il suo, a restare in equilibrio nonostante tutto, tra oggetti status symbol e continui lost in translation esistenziali. In tempi di crisi che svelano il meglio di una comunità nazionale o il peggio, anche in termini di potere – viva dunque il potere delle parole, il potere dato all’educazione e con l’educazione, viva il potere del cambiamento e viva anche il suo dubbio, il più rilevante che gli uomini possano coltivare. Capirne i meccanismi significa conoscere quali sono le logiche di selezione e promozione sociale di una nazione, quale sia la sua identità. Il potere più bello? Il potere delle idee, non vi è alcun dubbio, perché le stesse sono pronte a cambiare il mondo, a non farlo restare fermo nella sua (eventuale) staticità. L’idea è il fondamento della realtà, è archetipo ed essenza, è un punto di partenza per analizzarlo, ma anche il presupposto basilare di ogni sua evoluzione. Un’idea, che è poi tra le basi del potere, la vediamo “con gli occhi o con l’intelletto”, diceva Platone, ma in ogni caso occorre darle fiducia, farla uscire allo scoperto. In pratica, bisogna condividerla. Facile, direte voi, in un mondo social come il nostro, ma non è affatto scontato. Per riuscirci, occorre dialogare con il maggior numero di persone possibile raccogliendo opinioni, intenzioni e propositi, occorre allargare i nostri orizzonti di pensiero per realizzare dei progetti, considerare quelle idee stesse come nostra linfa vitale. Esse infatti vivono, mutano, si allontanano e si esauriscono, pronte a tornare con nuove vesti per ricominciare un nuovo ciclo. Esse ritornano, questo è vero, ma hanno bisogno il più possibile di noi per lasciarsi andare.

Peso: 0.9 Kg

 

Anno/Mese di Uscita: 2024
Lingua: Italiano
Pagine: 128
Stagione/Numero: 03
 
 

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